Spigolature in salsa giapponese

di Mirko Formenti

Dei paesi lontani e diversi si parla tanto e spesso si sa poco: ecco qualche spunto per verificare gli stereotipi e qualche fatto curioso sul paese del sol levante.
In Giappone non si dice “salute” se qualcuno starnutisce. Starnutire in pubblico è considerato motivo di grande imbarazzo e quindi dire “salute” sarebbe come sottolineare molto scortesemente il fatto che qualcuno abbia starnutito: l’etichetta nipponica prevede invece di fare assolutamente finta di niente; tutt’al più, sarà la persona che ha starnutito a porgere le proprie scuse – che bisognerà ignorare in un atto di estrema eleganza e gentilezza, fingendo di non sentire o non capire per quale motivo la persona si stia scusando. Grande imbarazzo è anche previsto per chi dovesse avere l’increanza di soffiarsi il naso in pubblico, mentre è del tutto accettabile tirare su col naso in maniera anche rumorosa, proprio perché evita la scortesia di doverselo soffiare.
Il nome giapponese del Giappone è cinese.
In Giappone tra gli uomini va piuttosto di moda portare delle borsette da spalla femminili.
In Giappone i baffetti alla Hitler stanno rivivendo un certo successo.
Le mascherine sulla faccia, vero, si vedono spesso, ma al contrario di quanto si potrebbe pensare non sono un gadget da ipocondriaci, bensì un metodo per non infettare gli altri con i propri germi; se un giapponese porta la mascherina è quindi semplicemente perché è malato e non vuole contagiare nessuno.
In Giappone la gente quando aspetta la metro si mette già in fila indiana per entrare, allineandosi dove si fermeranno le porte del treno. Lo fanno davvero. E quando il treno arriva, aspettano che tutti quelli che devono scendere scendano, e poi salgono ordinatamente, rispettando la fila e cercando per quanto possibile di evitare ogni spintone o contatto con gli altri, al punto che, nelle ore di punta, nelle stazioni più trafficate si possono vedere degli addetti il cui compito è sostanzialmente quello di spintonare grossolanamente la gente stipando il treno, dato che da soli non oserebbero farlo.
I bagni: in Giappone la toilette tradizionale è simile a quella che noi chiamiamo “alla turca”, ma di fatto in tutte le case moderne si trovano dei water che hanno generalmente un’asse riscaldata e sono forniti, dentro alla tazza, di una fontanella frontale e una posteriore che permettono in sostanza di farsi il bidet: l’intensità del getto è regolabile e può diventare piuttosto forte quindi è bene stare molto attenti a non confondere il pulsante dello sciacquone con quello del bidet perché si potrebbe finire per essere involontariamente sottoposti ad una lavanda intestinale.
Lo spreco d’acqua è peccato mortale in Giappone e quindi si sono adottate varie misure: in genere in cima alla cassetta del water è incluso un piccolo rubinetto per lavarsi le mani dopo aver azionato lo sciacquone, e l’acqua va a riempire di nuovo la cassetta. Solitamente in famiglia quando ci si lava si riempie la vasca una sola volta e si usa tutti la stessa acqua, per non sprecarla. Questo significa che è necessario lavarsi prima di entrare nella vasca, e quindi di fatto ci si fa una rapida doccia all’infuori di essa (cioè in mezzo al bagno) togliendosi lo sporco, per poi entrarci e lavarsi con il sapone.
In Giappone non ci sono cestini per strada. La gente si tiene la propria spazzatura in tasca e poi la butta via a casa.
In Giappone si possono comprare delle sex dolls con sembianze di bambini.
In Giappone nei bagni pubblici per uomini i pissoir sono spesso allineati lungo la parete a lato all’entrata (che non ha di solito porta) senza alcun pannello a nasconderli, quindi chiunque dovesse passare davanti ai bagni potrebbe prendere visione delle pudenda degli evacuandi. Malevoli voci sostengono che ciò sia dovuto al fatto che in realtà non ci sia poi molto da nascondere.
In Giappone ai turisti che non parlano giapponese viene a volte rifiutata l’entrata nei ristoranti meno turistici, suscitando accuse di razzismo. Nulla di ciò: se il ristoratore non sa l’inglese, sarebbe per lui motivo di grande imbarazzo non essere in grado di servire il cliente come si converrebbe, e per questo rinuncia a farlo.
In Giappone…

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